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LA   SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

 

Getta le fondamenta del mondo in cui viviamo oggi

Grandi progressi scientifici e tecnologici

Accentua le differenze economiche tra i diversi paesi

Produzione di beni destinati al consumo   immediato: i produttori  diventano   anche consumatori, partecipando così al benessere che creano

Acciaio = massiccio   impiego, grandi quantità,

miglioramento   dei trasporti ( treni, navi),

costruzione di   macchinari molto grandi e

meccanismi molto piccoli – età   dell’acciaio

Elettricità = rivoluziona   il settore dell’energia – tipo

di energia   che può essere trasmesso

anche a   distanza – industrializzazione

regioni   senza possedimenti di giacimenti

di carbone   (Edison 1897, lampadina )

Chimica = fabbricazione di   rilevanti quantità di

prodotti (   soda e acido solforico),

concimi chimici

Germania = sviluppo   maggiore di quello inglese –

rapida crescita produzione acciaio:

costruzione   ferrovie, aumento degli

                      armamenti       

Forte   incremento dell’urbanizzazione

Gran Bretagna = sfida con   la Germania si nel settore

industriale   che in quello commerciale

Banche miste  = concedevano crediti per la

costruzione   di nuove società –

partecipazione   diretta delle banche

alla   costituzione del capitale delle

imprese   e alla loro gestione

(Comit, Deutsche Bank)

USA = Crescita dell’industria automobilistica,

petrolifera e delle   altre attività estrattive

(ricchi giacimenti   minerari)

Non sentono la   necessità di una politica

estera di espansionismo territoriale –

sviluppo del mercato interno

Andrew Carnegie: self-made man,

rappresentante mobilità   sociale americana

Puntano al dominio   industriale del mondo: il

rifiuto di seguire   il colonialismo europeo non

significa rinuncia   a esercitare l’egemonia

            mondiale sul piano   economico

Il primato interno   era in grado di assorbire la

maggior parte della   produzione –

l’agricoltura   progrediva grazie alla diffusione

di aziende capitalistiche – progressi

tecnologici, rapido   aumento della produttività       Particolarità mercato statunitense =   consumatori disposti ad acquistare prodotti fabbricati in serie: produzione di massa, fabbricazione di   beni di consumo e di beni strumentali i modelli   standardizzati ma con ampia possibilità di scelta

Forte diminuzione della popolazione occupata nell’agricoltura a   vantaggio di quella che trovava occupazione nell’industria e nei servizi =   espansione del terziario

Capitalismo = inizio gestione delle imprese a opera di altri soggetti   oltre a quelli familiari: manager, soci  Creazione di veri e propri colossi   industriali che disponevano di ingentissimi capitali – cartelli e trust     Istituzione dello Sherman Anti-trust Act contro lo strapotere   economico dei monopoli: scopo di   garantire la libera concorrenza nell’ambito della concezione liberistica   dell’economia – primato dell’iniziativa   privata e dell’individualismo

  LA  VITA   QUOTIDIANA

Netto miglioramento generale delle condizioni

Articolazione in classi e gruppi sociali

Karl Marx = classi   sociali, lotta, coscienza di classe

Le classi   sono le protagoniste dei

processi storici –i membri di un   gruppo

acquistano  coscienza di classe quando

prendono   consapevolezza di avere forti

interessi comuni

Lotta di classe: motore delle grandi

trasformazioni   – borghesia e

proletariato   come classi fondamentali

Eduard Bernstein = altre   caratteristiche di classe:

reddito, posizione sociale,

abitudini di vita – validità più

generale – i gruppi sociale sono

diversi da paese a paese   per

storia, tradizioni e condizioni

materiali di vita

NUOVE INVENZIONI

Simboli della civiltà moderna = telefono ( Meucci, Bell), telegrafo e   radio (Marconi), cinema ( Lumiere), locomobile, motore a vapore, a scoppio, a   nafta ( Diesel), bicicletta, aereo

FONTI DI ENERGIA

Petrolio = scoperta di   numerosi giacimenti

petroliferi   – tecnica della perforazione    La   diffusione dell’automobile trasformò   il petrolio, fino ad allora giudicato utile ma non indispensabile, nella più   importante fonte di energia esistente

COMMERCIO E PUBBLICITA’

Necessaria rivoluzione del commercio

Incremento numero grandi magazzini, vendita per corrispondenza –   ampliamento del mercato

favorito dalla pubblicità

Donne come consumatrici,   alleggerimento del lavoro, attenzione particolare

Grandi giornali = primo quotidiano moderno

(Pulitzer, the World) – nuovo giornalismo in grado di   raggiungere un vastissimo pubblico – rotative in grado di stampare e piegare   decine di migliaia di copie in una sola ora – contenuto borghese

Cinema = forti sentimenti ed emozioni, linguaggio delle immagini   (industria)

NUOVA ORGANIZZAZIONE LAVORO

Ford = rivoluzionò i   metodi di lavoro installando

nelle sue   fabbriche la catene di montaggio

rapida produzione   in serie, diminuzione costi

Taylor = maggior teorico,   obiettivo di eliminare tutti

i tempi morti della   lavorazione, calcolo

tempi,   selezione lavoratori – compiti

rigidamente   divisi, organizzazione divisa

dall’esecuzione:   scienza della direzione del

lavoro altrui   –alienazione, meccanicità

Opposizione dei sindacati = American Federation of   Labor, Industrial Workers of the World

Annunci

CRESCITA ECONOMICA

–          Banche

–          Grandi imprenditori negli USA

–          Paese guida Gran Bretagna, imperialism of free trade

–          Crisi mondiali: finanza e industriale (1856-57), 1873, grande depressione

LA VITA QUOTIDIANA

–          Conseguenze dirette dell’economia , condizioni differenti da paese a paese

–          Differenze tra nobili, borghesi e poveri – lusso e miseria

–          Modello della Gran Bretagna , specificità

–          Progressi in alimentazione e conservazione del cibo

ANDAMENTO DEMOGRAFICO

–          Forte incremento demografico- Europa 114%,  America 476%

–          Pressione demografica, emigrazione nelle città

–          Colera, peste della plebaglia

EMIGRAZIONE

–          Massicci spostamenti dall’Europa ad altri continenti

–          Nuove terre, ricerca libertà, forte crescita delle risorse

–          Conquista del West, migrazione interna

–          Emarginazione migranti italiani in USA

–          Vantaggi immigrazione, rimesse di denaro, manodopera

–          Costi sociali: distruzione comunità, separazione famiglie, abbandono tradizioni

 

Population density in Europe, Italy, England and Wales, The Netherlands,

France, Belgium, Spain and Portugal in 1600 and 1800 (inhabitants per sq.km.)

 

1600             1800

 

–          Europe (without Russia)   17.8                29.2

–          Italy                                   42.9               58.3

–          England and Wales           27.1                60.8

–          France                               33.1                47.6

–          Spain and Portugal            15.4               22.5

–          The Netherlands                36.4               51.0

–          Belgium                             22.3               41.9

Realismo = atteggiamento di ATTENZIONE NEI CONFRONTI DELLA REALTA’ presente e storica, economico-sociale, culturale, di classe ecc.

NO ATTENZIONE AL METODO NARRATIVO, NO OGGETTIVITA’

Punto di vista dello scrittore

Pretesto del MESSAGGIO (morale, politico..)

Alcune opere del Romanticismo:

–          ROMANZO STORICO, Manzoni – parte dalla realtà ma non ha l’intento di presentarla

Oggettivamente, vicende di valore MORALE, punto di vista parziale dello scrittore

–          PROSA, più forte in francia con: Hugo ( I Miserabili), Stendhal, Balzac ( romanzi nel proprio tempo, nascita della borghesia – sistema di valori borghesi presentati ma non condivisi)

Naturalismo = Parte dallo studio della REALTA’ DEI FATTI ( contemporanea)

Attenzione particolare al METODO NARRATIVO

Presunzione dell’OGGETTIVITA’ e dell’IMPERSONALITA’

(no giudizi, insegnamenti, commenti)

La storia narrata insegna da sola

Emile ZOLA

Verismo = Esperienza italiana del Naturalismo

Elementi dell’oggettività e dell’impersonalità adattati alla REALTA’ MERIDIONALE (ambito

cultura meridionalistica – manca l’ispirazione progressista del Naturalismo francese )

Visione REGIONALISTICA ( mondo marginale caratterizzato)

NATURALISMO

Diverso dal Realismo per contenuto dei romanzi e metodo narrativo

Contenuto : Fratelli DE GONCOUR = LE DUE VITE DI GERMINIE LA CERTEUX 1864

Prefazione :

-soggetti nei ceti umili, umanità di sentimenti altrettanto profondi delle classi agiate

Scoperta CETI SUBALTERNI per descrivere tutta la società

EMILE ZOLA = Lo scrittore vede la storia, la studia e ne elabora la CONCATENAZIONE

– verifica come le leggi leggi funzionano cambiando le circostanze secondo le stesse leggi

ROMANZO SPERIMENTALE

Visione pessimistica vita classi subalterne, temperata da una speranza di redenzione e

miglioramento ( elemento mancante nel Verismo italiano)

Metodo narrativo:

–          OBIETTIVITA’ analisi

–          IMPERSONALITA’ forma

–          Opera come DOCUMENTO DI VITA

Studio degli ambienti sociali, punto di vista interno alla ricostruzione dei fatti

Importante RICERCA LINGUISTICA (scelte lessicali, sintattiche)

Trama:

La storia narra della decisione che prende un pover’uomo etichettato come “jettatore”, senza possibilità di riscatto, che per sfuggire alla miseria che questo soprannome gli porta (perdita del lavoro, esclusione dalla società), decide di volgere a proprio favore la situazione in cui si trova, prendendo su di se questo titolo come lavoro e pretendendo anche una patente, ovvero un riconoscimento delle doti che gli sono state attribuite e che d’ora innanzi sfrutterà per vendicarsi e sopravvivere in quella stessa società che lo ha prodotto.

Personaggi:

Rosario Chiàrchiaro, Rosinella, sua figlia, Il giudice istruttore D’Andrea, Tre altri Giudici, Marranca, usciere

Descrizione di un personaggio:

Rosario Chiarchiaro. Benché compaia in un secondo momento è il protagonista della vicenda, personaggio attorno alla quale si muovono tutti i sentimenti della novella: la pietà del giudice, la superstizione del popolo, la disgrazia delle figlie, l’ambascia che trascina ovunque vada. Chiarchiàro è un pover’uomo che per la sua reputazione di portare sfortuna viene bandito da cittadino e dalla società; buttato sulla strada senza lavoro e pieno di odio per il genere umano alla fine trova un modo di riscattarsi usando a suo favore la stupidità di coloro che odia, e sfruttarla per rivendicare la sua umanità e trovare una sua personale giustizia.

Luoghi della vicenda narrata:  

Paesino italiano.

Tempo della storia:

Anni contemporanei all’autore, quindi i primi del novecento.

Tempo del racconto:

I fatti vengono narrati in tempo reale nell’arco di una giornata.

Tematiche proposte:

Le tematiche che l’autore ci propone sono molteplici e tutte rivolte all’essere umano nelle molteplici facce della sua disperazione: la paura ignorante, la crudeltà, la povertà, la volontà di riscatto, lo sfruttamento del prossimo, la discriminazione più cieca, la pietà. Nella figura del giudice c’è l’uomo sobrio, capace di compassione e intelligenza di fronte all’ingiustizia, all’ignoranza del popolo; in Chiàrico troviamo tutto ciò che invece un uomo qualsiasi può arrivare a diventare quando è vittima del gioco crudele della società, che arriva poi ala folle gioia dell’infliggere il male inventato dagli stessi che lo hanno discriminato, fino a sfruttare la causa della sua rovina. Di fronte a questo prodotto della società anche l’uomo migliore soccombe come il giudice vedrà morire il suo cardellino, il simbolo dell’ umanità che porta con sé ovunque, della parte ingenua forse di ognun di noi, che nel momento del pubblico riconoscimento della malasorte di Chiarico finisce per morire, a conferma della patente, emblema di come ogni credenza arrivi a essere verità nell’ignoranza.

Frase da ricordare:

Tale e quale come noi, amici miei, quando crediamo che la natura ci parli con la poesia dei suoi fiori, o con le stelle del cielo, mentre la natura forse non sa neppure che noi esistiamo.

Incipit:

Il giudice d’Andrea entra per la comune col cappello in capo e il soprabito. Reca in mano una gabbiola poco più grossa d’un pugno, va davanti alla gabbia grande sul quadricello, ne apre lo sportello, poi lo sportellino della gabbiola e fa passare da questa nella gabbia grande un cardellino.

D’Andrea

    Via, dentro! – E su, pigrone! – Oh! finalmente… – Zitto adesso, al solito, e lasciami amministrare la giustizia a questi poveri piccoli uomini feroci.

 

 

VERGA G., LA LIBERTA’

Trama:

La novella narra di una sommossa del popolo contadino in un paesino siciliano, che sotto l’insegna della libertà sfoga la rabbia repressa contro i loro signori; subito però la sete di giustizia si trasforma in sete di sangue, ammazzare per ammazzare senza giudizio e umanità. La povera gente, che si impadronisce di una libertà che non conoscono e capiscono, già alla sera della carneficina di questa conquista non sa che farsene, non c’è un notaio per spartire la terra, un signore che ordini cosa, chi e come lavorare. Coloro che sopravvivono alla giustizia rimangono con un’idea di libertà che coincide con la terra, senza aulici sentimenti ma come garanzia per non morire di fame.

Personaggi:

 Non ci sono singoli personaggi ma solo nomi, che vengono citati velocemente, ci vengono infatti presentati nel momento della loro morte; lo stesso popolo contadino è come un unico personaggio, così come lo sono i nobili e i soldati.

Luoghi della vicenda narrata:

Paesino siciliano ai piedi dell’Etna.

Tempo della storia:

 La novella è ispirata alla strage di Bronte, avvenuta nel 1860.

Tempo del racconto:

Due giornate complessive di sommosse e rientro all’ordine, poi tre anni successivi per l’adempimento della giustizia.

Tematiche proposte:

Il tema principale è la libertà, non in se stessa ma nei diversi significati che può avere essa per ogni classe sociale. Qui non si parla della libertà astratta e patriottica, ne concettuale o sentimentale, la libertà che vuole il popolo è la semplice giustizia, la possibilità di essere tutti uguali o, ancor più semplicemente, di avere tutti un pezzo di terra. Sotto quest’insegna i contadini si sentono giustificati a sfogare la loro rabbia, uccidendo non solo i padroni ma anche i loro figli proprio per cancellare non loro in sè ma l’idea stessa del padrone, e quello stesso sistema che pur da soli non sono in grado di gestire. Alla fine provano vergogna e inutilità, il popolo servendosi delle parole dei padroni per i propri fini finisce per soccombere, proprio perché si appropria di ideali non suoi ma che sono al servizio di chi comanda.

Frase da ricordare:

I galantuomini non potevano lavorare le loro terre colle proprie mani, e la povera gente non poteva vivere senza i galantuomini.

Incipit:

Sciorinarono dal campanile un fazzoletto a tre colori, suonarono le campane a stormo, e cominciarono a gridare in piazza: «Viva la libertà!». Come il mare in tempesta. La folla spumeggiava e ondeggiava davanti al casino dei galantuomini, davanti al Municipio, sugli scalini della chiesa: un mare di berrette bianche; le scuri e le falci che luccicavano. Poi irruppe in una stradicciuola.

Articolo di giornale

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Nonostante l’arte in Italia, pur essendo una delle poche cose valide, sia spesso sottovalutata, un concorso di colpa in questo caso penso lo abbiano anche le Accademie che, come fa notare la docente Segreto, si sono tenute sempre in un superbo isolamento ora anacronistico. Parificare le accademie penso che sarebbe l’unico gesto concreto di una lunga campagna di valorizzazione dell’arte che questo paese faccia da molti anni.

Trama:

La vicenda narra la storia di una giovane donna, Emma Rouault, dall’inizio della sua vita matrimoniale fino al suicidio. Emma è una ragazza della medio bassa borghesia che sogna grandi storie d’amore, una vita ricca di passione e avventure. Alla ricerca di una felicità travolgente e di una vita viva, cerca prima nel matrimonio e poi nell’adulterio questo ideale, rincorrendo però continuamente ciò che le manca senza accorgersi di ciò che invece è giunta a conquistare. Dietro le vicende della protagonista fanno da sfondo una società borghese sempre più chiusa nei suoi rituali, sempre più ipocrita, mediocre e immobile in cui Emma soffoca senza trovare una via di uscita se non nel non ordinario, nella ricchezza che non ha nulla della magnificenza aristocratica, nella passione fine a se stessa e infine nella morte della disperazione.

Personaggi:

Emma Bovary – protagonista, Charles Bovary – marito di Emma, Berthe – loro figlia, il signor Rouault – padre di Emma, la signora e il signor Bovary – genitori di Charles, Leon Dupuis– giovane studente amante di Emma, il signor Homais – farmacista, la vedova Lafrancois – padrona della locanda, il signor Binet, Rodolphe  Boulange– ricco proprietario terriero amante di Emma, Justin,  il dottor Lariviere, il signor Guillaumin, Lheureux – usuraio, Felicite – serva, la signora Dubuc- prima moglie di Charles.

Descrizione di un personaggio: 

Charles Bovary. Benchè non sia il protagonista del romanzo, ma anzi una presenza un po’ incerta, è comunque una figura interessante poiché è l’unico che ritroviamo per tutto il racconto, dal principio alla fine. La storia si apre infatti con la descrizione dell’infanzia di Charles, e solo dopo il matrimonio con Emma l’attenzione dell’autore si sposta da lui a sua moglie. A mio parere Charles è il personaggio che più viene penalizzato, pur nella sua semplicità e indefinitezza, come se anche per Flaubert non sia che un pretesto per aprire a tematiche più importanti. Incarna il cittadino medio per eccellenza, soddisfatto del suo piccolo mondo perfetto, ceco di fronte a ciò che non è abitudine e ignorante rispetto ai sentimenti più complessi dell’animo umano, da lui mai provati ne immaginati. Da questa sua natura mediocre deriva la sua incapacità di comprendere Emma e di conoscerne anche solo un aspetto che non rientri nei canoni di moglie o di donna da lui conosciuti. Ma ciò nonostante per lui si prova più compassione che disprezzo, ritenendo forse la sua più ingenuità che debolezza di carattere, ma per quanto sia il personaggio in qualche modo più puro del romanzo, è quello che più rimarrà schiacciato dalla vicenda, che gli crollerà addosso insieme alla  cruda realtà.

Luoghi della vicenda narrata:

La vicenda si svolge in Normandia, nella parte settentrionale della Francia. Le due città principali in cui si muovono i personaggi sono Tostes  e successivamente Yonville-l’Abbaye , nei dintorni di Rouen, la quale è anche spesso frequentata da Emma per raggiungere l’amante.

Tempo della storia:

Si narra di eventi avvenuti in tempi contemporanei all’autore, quindi metà Ottocento. La storia prende infatti spunto da un evento di cronaca.

Tempo del racconto:

La vicenda si svolge nell’arco di diversi anni, narrati in ordine cronologico.

 

Tematiche proposte:

La storia parla di vicende borghesi. Una storia come le altre senza la tragicità delle storie cavalleresche di cui è un eco di rimpianto. La stessa protagonista ricerca quegli stessi epici sentimenti senza riuscire a possederli o a comprenderli, poiché ogni sentimento soffoca entro quel mondo creato da un ceto medio che tutto costringe nell’abitudine, specchio delle regole nobiliari, ma senza il loro fascino. Senza balli, luci e castelli Emma è costretta a cercare nella sua vita piatta di moglie perbene una via di fuga che necessariamente cade nell’inganno; se posta alla luce del sole infatti ogni cosa si trasforma costretta in banalità, nella mediocrità di una classe chiusa nel suo materialismo provinciale e senza gusto. Lo stesso Flaubert sembra disgustato dalla storia che racconta, dai suoi personaggi insulsi, e resi ancora più insulsi per trasmettere lo stesso sentimento che l’autore prova per loro. . A mio parere infatti il libro non poteva essere una storia avvincente, poichè Flaubert ha voluto scrivere una storia noiosa per raccontare la stessa noia. Nulla infatti nella storia si salva, non c’è un lieto fine per nessuno che non sia subdolo, lasciando, di chi è scampato alla sventurata storia, un finale aperto, perché non degno di interesse per essere raccontato.

La frase da ricordare:

L’amore, riteneva, doveva arrivare di colpo, con schianti e folgorazioni, uragano celeste che si abbatte sulla vita, la sconvolge, ghermisce le volontà come foglie e precipita il cuore negli abissi.

Incipit:

Eravamo in un aula di studio, ed entrò il rettore, dietro gli venivano uno nuovo ancora in panni borghesi e un bidello che trascinava un banco. Quelli che dormivano si svegliarono, ci tirammo su tutti, con l’aria di esser stati sorpresi nel fervore dell’attività. Il rettore fece segno che ci rimettessimo a sedere; poi si rivolse al prefetto: <<signor Roger,>> gli disse a mezza voce,  << vi affido questo allievo, entra in quinta. Se il suo profitto e la sua condotta saranno buoni, lo  passeremo tra i grandi come vorrebbe la sua età.>>

Trama: Il paesino di Valdana viene sconvolto dall’arrivo di due personaggi, il signor Ponza e sua suocera la signora Frola. La causa dell’angoscia che procurano sta nel loro comportamento; infatti essi vivono in case separate e di fronte agli altri cittadini di accusano a vicenda di essere pazzi e di adeguarsi per amore dell’altro ad assecondare questa presunta pazzia. Fornendo entrambi validi argomenti della loro sanità, i due protagonisti conducono una vita di finzione, ognuno perché pensa l’altro pazzo; il signor Ponza fingendo di non lasciar vedere la figlia a sua suocera, come crede in realtà questa, per non rivelarne la morte avvenuta quattro anni prima, e la signora Fola fingendo di apprestarsi a questo gioco, che lei sa essere fasullo, poiché la figlia è viva ed è il genero che si è convinto di essere rimasto vedovo, impazzendo.

Personaggi: Il signor Ponza e la signora Frola, protagonisti – Le signore di Valdana – Tilda, moglie del signor Ponza – il signor Prefetto di Valdana.

Presentazione di un personaggio: Il signor Ponza. Tozzo, senza collo, nero come un africano, con folti capelli ispidi su la fronte bassa, dense e aspre sopracciglia giunte, grossi mustacchi lucidi da questurino, e negli occhi cupi, fissi, quasi senza bianco, un’intensità violenta, esasperata, a stento contenuta. Con questa descrizione fisica quasi non c’è bisogno di aggiungere altro, specchio come sembra del suo carattere. Sappiamo che è generoso e amorevole con la moglie, uomo rispettabile e pubblico funzionario, grazie alle numerose lodi che la vecchia suocera enuncia alle signore del paese, quasi a voler compensare la sua presunta malattia agli occhi della gente.

Luogo della vicenda narrata: Il paesino di Valdana.

 Tempo della storia: Presumibilmente l’età contemporanea all’autore.

Tempo del racconto: Vengono raccontati i fatti avvenuti nei tre mesi precedenti al tempo della narrazione.

 Tematiche proposte: Questi due personaggi ci mostrano come non tutto si possa comprendere e cambiare; nei loro gesti così pieni di sacrificio e amore per l’altro, e bisognosi di quel mondo finto che si sono creati a vicenda, forse per una morte non accettata o per un amore troppo grande o morboso,ci mostrano come questi sentimenti possano portare a una sorta di follia non consapevole, o consapevole ma accettata. Come gli abitanti di Valdana non potremo mai sapere chi dei due dica la verità e sia sano, se siano entrambi pazzi o semplicemente si burlino degli altri; infatti nulla se non noi stessi può farci scivolare dalla realtà al fantasma e viceversa, e tutt’ora, alla fine del racconto, noi non possiamo definire quale dei due sia il malato, poiché nessuno penserebbe che i due siano pazzi se non lo dicessero essi stessi; infatti: “a Valdana non sarebbe mai venuto in mente a nessuno di dire che l’uno dei due era pazzo, se non l’avessero detto loro “.

Frase da ricordare: Naturalmente, nasce in ciascuno il sospetto pernicioso che tanto vale allora la realtà quanto il fantasma, e che ogni realtà può benissimo essere un fantasma e viceversa.

 Incipit: Ma insomma, ve lo figurate? c’è da ammattire sul serio tutti quanti a non poter sapere chi tra i due sia il pazzo, se questa signora Frola o questo signor Ponza, suo genero. Cose che càpitano soltanto a Valdana, città disgraziata, calamìta di tutti i forestieri eccentrici!

Articolo di giornale

   

Travaglio spiega in due parole come si potrebbe salvare l’Italia, se solo lo si volesse, a partire da quegli stessi cittadini che un tempo erano votati a Berlusconi e proprio per questo avrebbero la possibilità, e la volontà, di rovesciarlo. Ennesimo appello alla legalità come unica strada per risollevarsi. Sperando che qualcuno ascolti.

Trama:

La storia narra, in un lungo monologo,  della vicenda di Vitengelo Moscarda, narrata da lui stesso, che ha inizio dal momento in cu la moglie con leggerezza ingenua gli fa notare un’imperfezione del suo naso. Da questa considerazione il protagonista si incamminerà in sentieri interiori fino ad allora ignorati, a partire da quel mondo esteriore che ha sempre creduto di conoscere. Sentendosi annullato nella sua esteriorità ( Nessuno), consapevole infine di essere per gli altri tante persone quante sono coloro che lo guardano (Centomila), arriverà a conoscere e comprendere se stesso (Uno) nel momento in cui concepisce il movimento incessante che pervade ogni cosa, e che da fuori di noi deve arrivare ad operare in noi. Abbandonato dalla moglie e costretto a vivere in un ospizio, vive finalmente più di quanto non abbia fatto precedentemente la “scoperta”, quando era un uomo come tanti, contento della propria condizione, sicuro del suo mondo immobile.

Personaggi:

Vitangelo Moscarda – protagonista, Dida – moglie di Vitangelo, Quantorzo e Firbo – Banchieri, Anna Rosa – amica della moglie, Monsignor Partanna – vescovo

Presentazione di un personaggio:

Vitangelo Moscarda. E’ il protagonista del racconto e il suo narratore, essendo il suo un monologo; ogni cosa ci è mostrata attraverso il suo punto di vista, analitico e critico. Si descrive in tutte le sue caratteristiche, fisiche e psichiche. Se con le prime si presenta in modo immediato ( capelli rossi, ); le seconde le scopriamo lungo tutto il racconto. Vulnerabile e indifeso, unica vero “portatore” di umanità fra tutti i personaggi citati e presentati, Vitangelo cerca se stesso in un mondo che non conosce,specchio forse della sua interiorità, anch’essa sconosciuta e fino ad ora ignorata. Egli scopre infatti entro di se persone e caratteri diversi e mai sospettati; quasi ridotto alla pazzia, o all’illuminazione, troverà la cura in quello stesso mondo che aveva provocato la sua instabilità, osservandolo  e comprendendo il miracolo di ogni giorno, in un eterno cambiamento che fa convivere l’uno con i centomila per annullarsi nella sola e pura esistenza.

Luoghi della vicenda narrata:

La vicenda si svolge a Richieri, paese in cui vive il protagonista, fra la casa di quest’ultimo, la banca, il convento, le vie della città e infine l’ospizio.

Tempo della storia:  

Il tempo in cui si svolge la storia è presumibilmente quello contemporaneo all’autore, quindi verso i primi del novecento.

Tempo del racconto:  

Gli avvenimenti seguono un ordine cronologico, narrati in una seconda fase dal protagonista. Il tutto si svolge in pochi giorni. 

Tematiche proposte:

Attraverso l’ironia e spesso anche la comicità, Pirandello ci presenta a partire da una situazione abbastanza paradossale, un grandissimo mondo di riflessioni, che iniziando con una considerazione su un difetto fisico arriva fino alle profondità più inesplorate della psiche. Come dialogando con il lettore, il protagonista spiega quasi all’esaurimento, forse anche per riuscire a comprendere la sua stessa scoperta, le dinamiche dei nostri rapporti, con gli altri e con noi stessi, sia della vera e propria fisicità, i problemi con il corpo e con gli altri corpi o il vedersi allo specchio, sia dei nostri gusti personali , la nostra anima, i comportamenti sociali. L’autore smaschera il mondo sociale, la società fatta da singoli individui tutti presi da un’identità che in realtà non esiste, per farci tornare alla purezza dell’esistere in se stesso.

Frase da ricordare:   

Quando uno vive, vive e non si vede. Conoscersi è morire.

Di ciò che possa essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.

Incipit:  

<< Che fai? >> mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio.

<< Niente, >> le risposi, << mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo avverto un certo dolorino. >>

Mia moglie sorrise e disse: << Credevo ti guardassi da che parte ti pende. >>

Mi voltai come un cane a cui qualcuno avesse pestato la coda: << Mi pende? A me? Il naso?>>

E mia moglie placidamente: << Ma sì, caro. Guardàrdatelo bene: ti pende verso destra.>>