La Repubblica  25-08-2010

Eugenio Scalfari

L’articolo è una risposta al teologo Vito Mancuso, il quale aveva posto precedentemente  il problema sulla compatibilità di avere come editore la Mondadori, oppure andarsene cercando case editrici più pulite sia eticamente che politicamente. Scalfari risponde riassumendo la vicenda e il caso, che comunque non era cosa nuova e di cui il teologo sembra essersi accorto solo recentemente, in otto punti che essenzialmente uniscono sia i fatti che la personale esperienza dello scrittore. Per i fatti di cronaca, afferma che effettivamente il governo è riuscito a inserire un decreto che permette alle aziende aventi una vertenza tributaria di pagare unicamente una sanzione irrisoria qualora abbiano vinto nei primi due gradi di giurisdizione, cosa che ha così permesso alla Mondadori di risolvere l’identica situazione nella quale si trovava e il cui proprietario è guarda caso il presidente del consiglio, cosa che generò così un’enorme conflitto di interesse. Conflitto che già dal 1993 avvelena la vita politica italiana, ovvero da quando Berlusconi entrò in politica, nascendo quindi non oggi ma 17 anni fa.  Ma anche sapendo ciò, dice,portando la questione sul piano della sua esperienza, dopo vari cambiamenti ora ha comunque come editore Einaudi, perfettamente consapevole di come questa sia di proprietà della Mondadori, e dalla quale non esiterebbe ad andarsene se la casa editrice in questione cambiasse l’attuale gruppo editoriale o i suoi dirigenti accettassero richieste politicamente scorrette. E portando il discorso anche al cinema, racconta di una sua rottura con la casa cinematografica Medusa,appartenente al gruppo Fininvest , quando il direttore Carlo Rossella si rivelò gravemente scorretto nei confronti dell’opposizione, rinunciando a veder realizzato il suo film. Perché, afferma infine, il conflitto di interesse di Berlusconi esiste in queste dimensioni solo in Itala, e si deve combattere politicamente, ma essendo lo sciopero di autori, operatori e lettori non facilmente realizzabile bisogna concentrare l’attenzione sulla questione, più importante, che le idee possano comunque circolare liberamente, senza condizionamenti e ricatti, facendo di questa questione la ragione della lotta contro la legge bavaglio.

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