Trama: La storia ruota tutta attorno alla famiglia Grandet, il cui capostipite è papà Grandet, ma la cui vera protagonista è la figlia, Eugènie, unico essere amato dal padre al pari del denaro e dell’oro. Benché siano la famiglia più ricca della campagna circostante, vivono in una sorta di “caserma” rustica, dove i soldi sono nascosti in stanze chiuse a chiave e il cibo viene scrupolosamente razionato. Tutto ciò per volere dell’avaro padre imprenditore, mentre le povere donne della casa , martiri di un vero e proprio regime autoritario instaurato da Grandet, nulla possono e sospettano sulla vera natura dell’uomo che tanto stimano. Ma in questo clima di sottomissione e adorazione, ignara del mondo, mentre il padre accumula, truffa e inganna, la vita di Eugènie così sempre uguale e apatica verrà risvegliata da un cugino arrivato da Parigi, ragazzo di mondo, portatore di lusso e bellezza. Da una loro promessa d’amore scaturiranno così la serie di eventi che sconvolgeranno quel piccolo mondo borghese e corrotto, e la natura ingenua e disinteressata della giovane protagonista.

Personaggi: Papà Grendet, avaro imprenditore della cittadina di Samur – Eugènie Grandet, figlia di Grandet dall’animo puro, protagonista – Madame Grandet, moglie sottomessa – Nanon, governante devota  –  Cruchot e des Grissins, famiglie contendenti la mano di Eugènie – Charles Grandet, raffinato cugino di Parigi e amore proibito di Eugènie

Presentazione di un personaggio: Eugènie Grandet. Eugènie è l’unico personaggio del racconto autentico, senza una seconda facciata ne secondi fini. Di animo puro, all’oscuro della vera natura paterna e anche della sua stessa ricchezza, viene cresciuta in un clima austero, senza sapere cosa sia l’agio e la socialità. Tutto questo finché in questo clima di ritiro arriva il cugino parigino Charles, ed il conseguente amore per lui, che le mostrerà un intero mondo mai sospettato. Il lusso, i modi cortesi e la vita cittadina. E solo a quel punto Eugènie inizierà a vivere davvero, uscendo dalla  torre d’avorio in cui è cresciuta; ma con la vita arriverà anche una ribellione per il padre e per quei suoi modi avari e calcolatori, che ancora non hanno corrotto il suo animo.

Luoghi della vicenda narrata: La vicenda si svolge a Samur, una città di provincia della Francia, con qualche sguardo a Parigi, fra la campagna; ma quasi senza mai uscire dal giardino di casa, fra il muretto tanto caro a Eugènie e la panchina di fronte, nelle immense proprietà di Grandet.

Tempo della storia: La vicenda si svolge nell’Ottocento, nel periodo successivo alla Rivoluzione.

Tempo del racconto: Il narratore esterno ci fa conoscere la storia principalmente attraverso gli occhi di due personaggi, ovvero Eugènie e suo padre. Attraverso le loro considerazioni, i pensieri e i loro occhi, insieme alla voce narrante, scopriamo i vari avvenimenti in cui si articola la storia, la quale inizia veramente solo all’arrivo di Charles, e finisce col mostrarci poi i due personaggi oramai distanti e adulti.

Tematiche proposte: Il tema di riflessione di Balzac è a primo impatto l’avarizia umana, di quegli uomini che a tutti i costi vogliono arricchirsi; che però secondo me nasconde una più profonda riflessione sulla solitudine di ogni uomo, una solitudine che però, forse, è proprio portata dal denaro e dalle leggi del mondo del mercato. Dietro all’avarizia del vecchio Grandet ci stanno tutte le avarizie degli altri personaggi e i mali nel quale il più grande dei difetti si perde. Avendo come punto di riferimento del giusto Eugène, il resto è un mondo ipocrita, opportunista e disperato, tutti sentimenti che vengono impersonati dai Cruchot, i Des Grissins e Charles. L’obbedienza ceca di Nanon e la sottomissione di Madame Grandet sono i mali della realtà minori che circondano Eugene, così irreale proprio perché priva di ognuna di queste caratteristiche.

La frase da ricordare: Gli avari non credono a una vita futura, per loro il presente è tutto.

Incipit: Esistono in talune città di provincia case la cui vista suscita una malinconia simile a quella che provocano i più cupi chiostri, le più squallide lande, le più tristi rovine.

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