Trama: La storia narra della scoperta di una serie di omicidi e della successiva caccia all’assassino che si aggira tra i miniaturisti del Sultano nella Istanbul del 1500. Sulle tracce del feroce omicida viene mandato Nero, il giovane nipote del maestro miniaturista Zio Effendi, tornato in città per ritrovare il suo amore perduto, la bella Sekure, figlia dello Zio, per la quale è disposto a rischiare la vita. Le cause degli omicidi sembra essere un libro segreto affidato dal Sultano ai miniaturisti, per illustrarlo non nella leggendaria arte islamica della miniatura, ma alla maniera europea, rischiando di compiere il peccato di disegnare il mondo di Allah e andare contro le leggi del Corano. Sullo sfondo si trovano anni di storia della miniatura, del mondo segreto dell’immagine, del disegno e del colore. E l’eterna e ancora discussa questione che divide il mondo islamico, diviso tra modernità e tradizione, tra apertura al nuovo e conservazione, le cui parti sono rispettosamente prese da Zio Effendi e dal capo miniaturista maestro Osman.

Personaggi: Nero, protagonista – Sekure,amante di nero e figlia di Zio Effendi – Zio Effendi, maestro miniaturista filoeuropeo – Maestro Osman, capo dei miniaturisti legato alla tradizione – Farfalla, Cicogna e Oliva, allievi di maestro Osman autori delle illustrazioni del libro segreto, nomi tra cui si nasconde l’assassino- Raffinato Effendi, doratore e prima vittima dell’omicida – Esther, venditrice di stoffe e organizzatrice di matrimoni.

Presentazione di un personaggio: Nero. Nero è il principale protagonista della storia, alto e magro, posato e educato, dopo essere stato a lungo in esilio per la sua condotta. Di ritorno dopo dodici anni a Istanbul, da cui era stato cacciato dallo zio per essersi innamorato della figlia, è deciso a sposare Sekure, rimasta vedova, grazie alla sua collaborazione alla produzione al libro segreto di Zio Effendi a cui si è riavvicinato. I suoi piani vengono sconvolti dall’assassinio di uno dei maestri illustratori e su cui è deciso a indagare per riprendersi la sua vita.

Luoghi della vicenda narrata: La vicenda è ambientata interamente a Istanbul, principalmente tra la casa di Zio Effendi, il quartiere dei miniaturisti, il caffè dove il cantastorie narra le sue fiabe e artigiani, artisti e mercanti si ritrovano la sera; e infine il palazzo del Magnifico Sultano, fino ai suoi luoghi più segreti e mai ammirati se non dai più stretti ministri: il palazzo interno e la mitica stanza del tesoro, la biblioteca, tra le meraviglie islamiche celate agli occhi comuni.

Tempo della storia: La vicenda si svolge nel 1591, un anno dopo il millesimo anniversario dell’Egira (fuga di Maometto dalla Mecca nel 622 d.C. presa come data di inizio dell’era musulmana), nel regno dell’ ottomano Mural III, il sultano maggiormente interessato alla miniatura e ai libri tra i sultani ottomani.

Tempo del racconto: La vicenda vera e propria, ovvero la soluzione del mistero degli omicidi, si svolge in un arco di tre giorni, dopo un preludio di tempo indefinito in cui personaggi e fatti vengono presentati. Non c’è un unico narratore ma tutti i personaggi del racconto narrano dal loro punto di vista la storia, che così si svolge mostrandoci luoghi e opinioni diverse dandoci un quadro completo della vicenda  e facendoci conoscere pensieri e accadimenti differenti che spesso si svolgono nello stesso momento.

Tematiche proposte: Più che una tematica il libro propone un vero e proprio dilemma, su cui è dato di riflettere anche a noi, poiché non ce ne è data la soluzione. Ovvero il tema che divide da sempre l’Islam; da una parte attaccato radicalmente alle sue tradizioni, alla religione come legge, e dall’altra la sua curiosità per il mondo occidentale e  il nuovo, con le tecniche avanzate, ma non sempre più giuste. E’ giusto applicare gli innovativi metodi europei della prospettiva, delle ombre e della copia dal vero a un’ arte millenaria fatta di dettagli  e sfumature perfette che ha reso cechi milioni di miniaturisti e illustrato i più bei libri dell’oriente? Si infrangerebbe il volere di Allah, si commetterebbe peccato a voler dipingere, descrivere il suo mondo, a sviscerare il suo segreto? Ricorrente è la frase nel racconto “ Ad Allah appartengono l’Oriente e l’Occidente”; per tutto il racconto l’autore cerca di capire significato di questa frase, attraverso i suoi personaggi esprime dubbi e pensieri diversi e veri nello stesso modo. Non è forse il segreto di Allah più grande del nostro?Ai lettori la risposta.

La frase da ricordare: Loro disegnano quello che vedono, noi invece disegniamo quello che guardiamo. Il colore è il tocco dell’occhio, la musica del sordo, un grido nel buio.

Incipit: Adesso io sono un morto, un cadavere in fondo a un pozzo. Ho esalato l’ultimo respiro ormai da tempo, il mio cuore si è fermato, ma , a parte quel vigliacco del mio assassino, nessuno sa cosa mi sia successo.

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