LA LETTERATURA NON RACCONTO’ L’ITALIA

La letteratura italiana = non rappresenta italiani

Italiani = non avevano un’unica lingua viva ma tanti dialetti – scelta di una lingua morta: TOSCANO

Anomalie: fissazione precoce del toscano = non c’è libertà e naturalezza di espressione – gli intellettuali

devono adottare una lingua non loro

Obiettivo : formare una lingua universale liberandosi delle varietà culturali – la lingua morta assorbe tutto

Normalizzazione delle differenze linguistiche

Diverse articolate realtà = emarginate – centro del sistema : modello astratto, lingua striminzita e noiosa

Modello Istituzionalizzato con ambiti tematici circoscritti, temi ristretti con tanta forma

– lingua di pochi per pochi

Uso del toscano colto = ha fatto mancare i termini per esprimere concetti profondi ed espressivi

Gli scrittori pensavano in dialetto e scrivevano in toscano

Letteratura in dialetto = antimodello – alternativa a quella codificata, contrario degli altri stati europei

C’era la nazione ma non c’era lo stato

Questione della lingua nella storia:

XIII  De Vulgari Eloquentia – Dante: -afferma la dignità letteraria del volgare, anche per scrivere opere non 

                                                                più solo lingua dell’uso

                                                                -attua la rassegna dei dialetti

                                                                -pensa che serva una lingua aulica e curiale come lingua unificante

Petrarca e Boccaccio: prima fissazione della lingua – umanisti = conoscenza del latino come base

                                        Modello petrarchesco: fino alla fine del 1800

Umanesimo = latino (civile) – volgare (cortese) : grammatica

Rinascimento prima metà 1500 = problema del volgare – quale scegliere

                                                            Bembo  ( classicismo) e Castiglione ( lingua italiana)

                                                            Machiavelli – fiorentino

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