Trama: Il paesino di Valdana viene sconvolto dall’arrivo di due personaggi, il signor Ponza e sua suocera la signora Frola. La causa dell’angoscia che procurano sta nel loro comportamento; infatti essi vivono in case separate e di fronte agli altri cittadini di accusano a vicenda di essere pazzi e di adeguarsi per amore dell’altro ad assecondare questa presunta pazzia. Fornendo entrambi validi argomenti della loro sanità, i due protagonisti conducono una vita di finzione, ognuno perché pensa l’altro pazzo; il signor Ponza fingendo di non lasciar vedere la figlia a sua suocera, come crede in realtà questa, per non rivelarne la morte avvenuta quattro anni prima, e la signora Fola fingendo di apprestarsi a questo gioco, che lei sa essere fasullo, poiché la figlia è viva ed è il genero che si è convinto di essere rimasto vedovo, impazzendo.

Personaggi: Il signor Ponza e la signora Frola, protagonisti – Le signore di Valdana – Tilda, moglie del signor Ponza – il signor Prefetto di Valdana.

Presentazione di un personaggio: Il signor Ponza. Tozzo, senza collo, nero come un africano, con folti capelli ispidi su la fronte bassa, dense e aspre sopracciglia giunte, grossi mustacchi lucidi da questurino, e negli occhi cupi, fissi, quasi senza bianco, un’intensità violenta, esasperata, a stento contenuta. Con questa descrizione fisica quasi non c’è bisogno di aggiungere altro, specchio come sembra del suo carattere. Sappiamo che è generoso e amorevole con la moglie, uomo rispettabile e pubblico funzionario, grazie alle numerose lodi che la vecchia suocera enuncia alle signore del paese, quasi a voler compensare la sua presunta malattia agli occhi della gente.

Luogo della vicenda narrata: Il paesino di Valdana.

 Tempo della storia: Presumibilmente l’età contemporanea all’autore.

Tempo del racconto: Vengono raccontati i fatti avvenuti nei tre mesi precedenti al tempo della narrazione.

 Tematiche proposte: Questi due personaggi ci mostrano come non tutto si possa comprendere e cambiare; nei loro gesti così pieni di sacrificio e amore per l’altro, e bisognosi di quel mondo finto che si sono creati a vicenda, forse per una morte non accettata o per un amore troppo grande o morboso,ci mostrano come questi sentimenti possano portare a una sorta di follia non consapevole, o consapevole ma accettata. Come gli abitanti di Valdana non potremo mai sapere chi dei due dica la verità e sia sano, se siano entrambi pazzi o semplicemente si burlino degli altri; infatti nulla se non noi stessi può farci scivolare dalla realtà al fantasma e viceversa, e tutt’ora, alla fine del racconto, noi non possiamo definire quale dei due sia il malato, poiché nessuno penserebbe che i due siano pazzi se non lo dicessero essi stessi; infatti: “a Valdana non sarebbe mai venuto in mente a nessuno di dire che l’uno dei due era pazzo, se non l’avessero detto loro “.

Frase da ricordare: Naturalmente, nasce in ciascuno il sospetto pernicioso che tanto vale allora la realtà quanto il fantasma, e che ogni realtà può benissimo essere un fantasma e viceversa.

 Incipit: Ma insomma, ve lo figurate? c’è da ammattire sul serio tutti quanti a non poter sapere chi tra i due sia il pazzo, se questa signora Frola o questo signor Ponza, suo genero. Cose che càpitano soltanto a Valdana, città disgraziata, calamìta di tutti i forestieri eccentrici!

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