Trama:

La novella narra di una sommossa del popolo contadino in un paesino siciliano, che sotto l’insegna della libertà sfoga la rabbia repressa contro i loro signori; subito però la sete di giustizia si trasforma in sete di sangue, ammazzare per ammazzare senza giudizio e umanità. La povera gente, che si impadronisce di una libertà che non conoscono e capiscono, già alla sera della carneficina di questa conquista non sa che farsene, non c’è un notaio per spartire la terra, un signore che ordini cosa, chi e come lavorare. Coloro che sopravvivono alla giustizia rimangono con un’idea di libertà che coincide con la terra, senza aulici sentimenti ma come garanzia per non morire di fame.

Personaggi:

 Non ci sono singoli personaggi ma solo nomi, che vengono citati velocemente, ci vengono infatti presentati nel momento della loro morte; lo stesso popolo contadino è come un unico personaggio, così come lo sono i nobili e i soldati.

Luoghi della vicenda narrata:

Paesino siciliano ai piedi dell’Etna.

Tempo della storia:

 La novella è ispirata alla strage di Bronte, avvenuta nel 1860.

Tempo del racconto:

Due giornate complessive di sommosse e rientro all’ordine, poi tre anni successivi per l’adempimento della giustizia.

Tematiche proposte:

Il tema principale è la libertà, non in se stessa ma nei diversi significati che può avere essa per ogni classe sociale. Qui non si parla della libertà astratta e patriottica, ne concettuale o sentimentale, la libertà che vuole il popolo è la semplice giustizia, la possibilità di essere tutti uguali o, ancor più semplicemente, di avere tutti un pezzo di terra. Sotto quest’insegna i contadini si sentono giustificati a sfogare la loro rabbia, uccidendo non solo i padroni ma anche i loro figli proprio per cancellare non loro in sè ma l’idea stessa del padrone, e quello stesso sistema che pur da soli non sono in grado di gestire. Alla fine provano vergogna e inutilità, il popolo servendosi delle parole dei padroni per i propri fini finisce per soccombere, proprio perché si appropria di ideali non suoi ma che sono al servizio di chi comanda.

Frase da ricordare:

I galantuomini non potevano lavorare le loro terre colle proprie mani, e la povera gente non poteva vivere senza i galantuomini.

Incipit:

Sciorinarono dal campanile un fazzoletto a tre colori, suonarono le campane a stormo, e cominciarono a gridare in piazza: «Viva la libertà!». Come il mare in tempesta. La folla spumeggiava e ondeggiava davanti al casino dei galantuomini, davanti al Municipio, sugli scalini della chiesa: un mare di berrette bianche; le scuri e le falci che luccicavano. Poi irruppe in una stradicciuola.

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